Il boom delle auto elettriche sconvolgerà il mercato dei minerali rari

Nei giorni scorsi il visionario magnate sudafricano Elon Musk, ha svelato al mondo in diretta streaming da Fremont in California, la prima auto elettrica per il mercato di massa firmata Tesla. La Tesla Model 3, già consegnata a 30 fortunati possessori – tutti dipendenti dell’azienda di Palo Alto – in pochi mesi ha raccolto più di 500.000 depositi da 1000 dollari l’uno per auto che saranno consegnate nel 2018. I due modelli proposti montano batterie standard e long range che, in collaborazione con Panasonic, saranno fabbricate nella Gigafactory 1, di Sparks nel deserto del Nevada.

Con un ritmo di produzione previsto di 10.000 vetture a settimana nel 2018, Tesla da sola richiederà tutta l’attuale produzione mondiale di batterie agli ioni di litio. La corsa alla messa a punto di veicoli funzionali a batteria ricaricabile è da tempo iniziata ma con l’ingresso di Elon Musk sul mercato, i giochi si sono fatti più duri e i tempi più stretti. Transparency Market Research ha stimato che il giro di affari intorno alle batterie agli ioni di litio passerà dai 30 miliardi di dollari del 2015 ai 75 nel 2024, mentre gli analisti di Morgan Stanley prevedono che il 47% delle auto vendute a livello globale entro il 2050 saranno elettriche.

(Foto: Milo Sciaky)

La scorsa settimana, il governo inglese ha annunciato investimenti di oltre 1000 milioni di sterline per lo sviluppo di tecnologie pulite e per la ricerca di sistemi a batteria in grado di sostituire i vecchi motori a combustione altamente inquinanti.

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Entro il 2040, l’Inghilterra e la Francia puntano a bandire la vendita di veicoli a benzina e diesel nel tentativo di limitare le emissioni tossiche. Nel il 2019 BMW lancerà la sua Mini in versione totalmente elettrica e Volvo metterà in commercio due nuovi modelli di auto ‘full electric’. Volkswagen, nel tentativo di riaquistare credibilità dopo lo scandalo diesel, ha annunciato lo scorso aprile investimenti per 10 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per la messa a punto di auto elettriche. Infine Nissan, a settembre, lancerà nuova versione della sua Leaf, prima berlina a emissioni zero della casa giapponese. Un grande mercato dai profitti milionari si apre dunque per chi saprà meglio investire nel settore.

La miniera di rame di Chuquicamata

Sebbene gli ambientalisti rassicurino che il processo di produzione, ricarica e smaltimento delle batterie per veicoli, sia di gran lunga più pulito rispetto a quello di estrazione e combustione dei derivati del petrolio, la strada verso la terra promessa a emissioni zero è tutt’altro che spianata. I maggiori produttori hanno il loro da fare nell’assicurarsi le forniture necessarie per la fabbricazione di grandi batterie su larga scala. I principali minerali necessari per la produzione di generatori al litio-ionio sono cobalto, graffite e litio – le miniere di litio e cobalto in particolare ancora scarseggiano o si trovano in paesi molto instabili a livello politico.

Argentina, Cile e Bolivia detengono il 75% della produzione mondiale di litio la cui quotazione è aumentata dell’80% dal 2016, secondo gli analisti di Deutsche Bank, la domanda dalle 184,000 tonnellate estratte nel 2015 salirà a 534,000 nel 2025. Il 65% della graffite viene estratta in Cina, dove le condizioni di lavoro e ambientali sollevano serie questioni etiche. Il prezzo del cobalto – ingrediente chiave nelle batterie di iPhone e auto Tesla – negli ultimi mesi è aumentato stabilmente del 70%, con un picco di 61.000 dollari a tonnellata raggiunto agli inizi di luglio. Difficile da estrarre, il minerale viene prodotto per il 65% a livello globale dalla repubblica Democratica del Congo, un paese molto instabile politicamente e con il quale i rapporti commerciali sono costantemente messi a rischio da una classe dirigente altamente corrotta. Secondo un rapporto dell’Unicef pubblicato nel 2014, oltre 40.000 bambini sarebbero sfruttati nelle miniere a sud del Congo molti dei quali per l’estrazione di cobalto. Lo scorso anno, la notizia relativa a pratiche di sfruttamento del lavoro minorile nelle miniere africane diffusa dal Washington Post, ha portato Apple a sospendere i rapporti con alcuni produttori locali.

Moderne compagnie, tra cui Tesla, hanno dichiarato di volersi avvalere solo di materie prime prodotte in modo etico e sostenibile nel Nord America. A oggi però, nel suolo americano, malgrado le recenti scoperte di giacimenti di cobalto in Idaho e Ontario, non vi sono le risorse necessarie per sostenere una produzione in forte crescita. Aziende sudcoreane, fra cui Samsung SDI e LG Chem, stanno cercando di aggirare l’ostacolo investendo nella ricerca di materiali alternativi, sviluppando batterie che richiedano in percentuale meno cobalto e più nickel.


Fonte: WIRED.it
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